campo estivo per ragazzi – Antrodoco
Kevin, Samuel e Luigi
Che stai a fa’?
Sto suonando il tamburo.
Come stai?
Sto bene.
Dove abiti?
Abito a Rocca di Papa, vicino Roma.
Perché sei venuto al camposcuola?
Sono venuto al campo per aiutare Matteo, Dani, Miri, Serena e Flavia perché questa idea per me è straordinaria.
Ti piaceva l’Africa?
Non so, non ci sono mai stato, anzi, solo una volta ed è quando ci sono nato; poi quando avevo tre anni, siamo scappati da una brutta guerra.
Ti piace più Antrodoco che un altro paese?
Antrodoco mi piace tanto, non so se è il più bel paese, dovrei vederli tutti quanti.
Ce l’hai i nonni?
I nonni no, perché sono morti nella guerra e le nonne sono vive in Rwanda, che è il posto dove sono nato.
Tiziana, Aurora e Arianna: parlano del camposcuola
Al camposcuola di questo anno abbiamo fatto molte attività: cuciniamo, cantiamo, giochiamo…
Ci è piaciuto molto giocare a palla avvelenata, nella quale Simone ci ha aiutato a vincere per recuperare i punti che Daniele ci aveva tolto.
È stato bello anche cucinare i biscotti nella sala delle lettere dove di solito si fa anche l’attività Indaco, cioè disegnare o recitare.
Molto bello è stato anche cantare perché ogni canzone aveva un significato diverso. Nel caso l’anno prossimo si dovesse riorganizzare il Camposcuola sarebbe bello rifare questa attività.
P.S.: gli animatori sono pregati di portare una pompa per rigonfiare i palloni nel caso si sgonfiassero.
Ester e Rafaela: intervista a Don Luigi
Che cosa ne pensi di questo Camposcuola?
“Penso che sia una esperienza bella, perché stiamo insieme ed impariamo a rispettarci e a volerci bene.”
Secondo Don Luigi è un segno di solidarietà verso chi ha bisogno, un piccolo impegno.
Rafaela, Miriana e Sofia: Il Dado dello Sport
Nel nostro camposcuola prima di giocare si tira il dado dello sport. Questo ha sei regole e sono:
Queste sono le regole del dado e se si rispettano si gioca meglio. Per Rafaela, Miriana e Sofia queste regole servono per molte cose: per esempio la prima regola significa giocare con grinta, cioè che non si deve stare lì per fare un favore agli altri, ma per tua volontà; la terza regola dice di non mollare perché la situazione potrebbe anche ribaltarsi. Anche tutte le altre sono molto importanti, ma la nostra preferita è la quinta regola.
...E perché proprio “Coloriamo la città”? Perché siamo stanchi di vedere tutto in grigio - le strade, le scuole, le piazze. La nostra città non sarebbe più bella dipinta dei colori dell’amore? Leggi di più...